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ARMONIA

Obiettivi della musicarmonia

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L’estate è arrivata e con essa la possibilità finalmente di dedicare maggior tempo a noi stessi, e in modo insolito, come? Ce lo spiega la dott.ssa Paola Fontana esperta di musica e teatro nonché eclettica artista alla quale abbiamo rivolto alcune domande.

Che cos'è la musicarmonia?

Occorre iniziare dalle definizioni. Armonia è un vocabolo assai ricorrente nella musica, nel teatro, nella poesia, nella pittura e direi nell’arte in genere. Esso ha una duplice valenza. In primo luogo riconduce all’equilibrio, armonico appunto, che l’arte implica, nella musica l’equilibrio di suoni e ritmi per esempio, nella pittura l’equilibrio delle forme, la giustapposizione dei colori e via dicendo, e in secondo luogo rimanda invece all’armonia che l’arte è in grado di suscitare nel soggetto fruitore. In sintesi dall’armonia si parte e all’armonia si dovrebbe pervenire. Come? Il discorso sarebbe lungo e articolato e richiederebbe molto tempo, basti qui ricordare che l’arte si manifesta attraverso numerose modalità espressive e che queste, molto spesso hanno finalità estremamente diversificate. Insegnare, scuotere, trasgredire, stupire, suscitare sensazioni, far sognare, intrattenere, e via dicendo. In questo caso, l’armonia della musica, viene evocata per rilassare e al contempo rigenerare. Definire la musica è assai più arduo in quanto lo stesso termine è polisemico e dunque non può essere determinato da un unico significato. La musica innanzitutto è frutto di codici comportamentali umani, essa non ha valore al di fuori dei rapporti sociali entro cui è prodotta e poi non esiste la musica ma una molteplicità di musiche. Boezio diceva riferendosi ad essa: "Chiunque scenda in se stesso sa di cosa si tratta". Credo che sia anche la definizione più poetica. Unendo i due sostantivi come ho fatto io, si conia un termine che serve ad indicare sicuramente una condizione difficile da raggiungere, quasi utopica nell’epoca in cui viviamo, ma a mio avviso egualmente affascinante e stimolante. Ho messo a punto in anni di esperienza sia nel campo musicale che teatrale un metodo che presenta dei punti di contatto con lo yoga e la musicoterapia ma che se ne distanzia in quanto non ha finalità segnatamente terapeutiche né ambizioni specialistiche. Ho chiamato questo metodo "musicarmonia" proprio perché imperniato attorno a quella duplice valenza cui all’inizio facevo riferimento.

Qual è lo scopo di questo metodo?

Lo scopo è quello di arrivare, mediante l’uso e la rielaborazione di elementi di musicoterapia e tecniche di rilassamento mutuate da diversi tipi di training, ad armonizzare il corpo e la mente, utilizzando come tramite la musica o alcune componenti ad essa connesse. Tra gli aspetti sui quali il metodo verte si possono annoverare: il training motorio, la respirazione, il rilassamento, la vocalità, l’improvvisazione, l’educazione all’ascolto, elementi di teoria musicale. Lo scopo primario è quello di fornire alcuni strumenti atti ad indurre nei soggetti, speciali tipi di ascolto in grado di ricondurre il corpo e la mente all’ordine che presiede la musica e dunque all’armonia che governa quest’ultima e che dovrebbe governare anche noi. D’altronde l’utilizzo del suono organizzato, per riequilibrare, riorganizzare e guarire l’individuo in senso globale è antichissimo. Il compito di utilizzare il canto e la musica era demandato a specialisti, sciamani, uomini di medicina, persone insomma, che conoscevano i segreti e i poteri del suono. Ancora oggi gli Indios amazzonici e alcune tribù africane cantano e suonano per gran parte del tempo della loro vita alfine di vivere in armonia con l’universo.

Su cosa si basa questo metodo? 

Si basa su ascolti differenziati di generi musicali diversi, di ritmi, suoni musicali, vocali e verbali su esercizi di respirazione e vocali, sul libero movimento evocato dalla musica, sulla elaborazione delle immagini suscitate dalla musica complice del patrimonio più prezioso di ognuno di noi e cioè l’immaginario. Esso implica una immersione totale nei suoni. Immergersi nella musica, cercando di allontanare tutte le negatività e concentrandosi solo su se stessi in armonia con il proprio universo mentale, non è solo una metafora. Non è solo l’apparato sensoriale ad entrare in gioco quando ascoltiamo un brano musicale, ma anche quello interno che, sollecitato dalla musica funge da canale di trasmissione proprio come sostiene l’etnomusicologo Gilbert Rouget. Il corpo è un sistema concepito per vibrare esso percepisce la musica non solo attraverso l’orecchio ma attraverso una serie di recettori sparsi un po’ ovunque. Tutto il nostro corpo viene coinvolto dal suono, al quale risponde con un altro suono agendo come uno strumento musicale che entra in vibrazione. Ho studiato molto Jerzy Grotowski uno dei maestri teatrali più importanti del Novecento teorizzatore del teatro povero e ho avuto anche la fortuna di partecipare ad uno stage che tenne a Roma alcuni anni fa imparando a riconoscere nel corpo alcuni punti dai quali si percepiscono gli stimoli sonori. Sono innumerevoli e sparsi ovunque e la maggior parte delle persone non ne conosce neppure l’esistenza.

 A chi dovrebbe interessare questo metodo? 

A quanti vogliano ritagliarsi uno spazio lontano dallo stress quotidiano e proiettarsi per qualche ora in una dimensione distensiva e stimolante insieme. E dunque a tutti, dal momento che viviamo in un' epoca che sempre più ci sottrae il piacere di rilassarci e di staccare la famigerata “spina”. Dovremmo invece imparare a pensare che se per qualche ora riuscissimo a prenderci cura di noi stessi, in primo luogo il mondo non crollerebbe, in secondo luogo saremmo più attivi che mai. Comunque per rispondere più in dettaglio alla domanda consiglierei la musicarmonia a soggetti particolarmente stanchi, stressati perché sottoposti a ritmi incalzanti nel lavoro. Agli stage partecipano sovente manager, insegnanti, fotografi, sportivi, cultori della musica che vogliono conoscerne impieghi nuovi, studenti universitari, attori, cantanti, giornalisti, ma anche casalinghe, liberi professionisti... Come ripeto la musicarmonia è salutare per tutti e non privilegia soggetti con particolari patologie inoltre è anche divertente perché pone i soggetti in relazione, alcuni esercizi vengono eseguiti in gruppo e si ascoltano tanti tipi diversi di musica. La musicarmonia non si avvale solo o tendenzialmente della linea melodica come avviene in musicoterapia. E’ un metodo che ha delle connotazioni più artistiche che terapiche che non si prefigge di curare ma semplicemente di indurre il soggetto in una condizione di relax mediante ascolti speciali ed inusuali.

 

Potrebbe insegnarci qualche esercizio? 

Potrei indicare alcuni tipi di ascolto. In estate dopo aver fatto magari una bella doccia, ci si può distendere su un lettino o su un  asciugamano al fresco ed ascoltare  un brano musicale abbastanza lungo e privo di testo. Non una canzone per intenderci, consiglierei piuttosto un pezzo di musica classica oppure new age o ambient che dir si voglia. Fare un ascolto sinestetico ovvero che coinvolga tutti i sensi. Chiudere gli occhi e cominciare a porsi alcune domande: Che colore ha questa musica?,Che sapore ha? E’ pesante o leggera? Fredda o calda? Ruvida o liscia? Da dove viene? Che forma ha? Nel tentare mentalmente di rispondere, ci si concentra davvero sulla musica e per alcuni minuti si dimentica la realtà circostante, ci si rilassa ascoltando e riflettendo. La musica piano piano si materializza e diviene una fonte di stimoli di vario genere. Si riesce a visualizzarla, a toccarla e persino ad assaggiarla. L’ideale sarebbe che una voce guidasse l’ascolto. Durante gli stage è proprio quello che faccio io, oltre ovviamente a controllare la corretta posizione e la respirazione del soggetto. Potrei consigliare ancora per esempio un ascolto creativo basato su una ricezione più attiva. Usare la musica come sottofondo per creare qualcosa... dipingere per esempio, chiudere gli occhi e lasciare che sia la musica a suggerire i movimenti della mano. Oppure ci si può concentrare sulla propria respirazione poggiando una mano sul diaframma assecondando le contrazioni e le decontrazioni durante l’inspirazione, l’apnea e l’espirazione. Alla fine degli esercizi è sempre molto bello condividere le proprie sensazioni con qualcuno, magari descrivendo l’esperienza. Posso assicurarle che le percezioni sono assolutamente soggettive, ognuno infatti filtra la musica attraverso la propria sensibilità, il proprio stato d’animo, la propria volontà e perché no anche attraverso la propria cultura.

Un’ultima domanda dove si può partecipare alla musicarmonia?  

Il mio stage intitolato appunto “Armonia” che contempla un numero variabile di sedute è ospite spesso dei Comuni che vogliono organizzarlo, di manifestazioni musicali o teatrali, di associazioni culturali, mi è capitato di essere ospite anche di compagnie teatrali e di palestre, insomma è uno stage itinerante che oltretutto non necessita di particolari attrezzature. In questo periodo sono ospite di una associazione di animazione e spettacolo ad Ancona dove nel mese di giugno terrò lo stage, poi partirò alla volta di Roma, per tornare in settembre nelle Marche.

 

 Intervista pubblicata il 29 luglio 2004 dal settimanale marchigiano "Portobello's"